Per la morte di Sebastiano Saglimbeni

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Sebastiano Saglimbeni (foto da Verona Tomorrow)

di Franca Sinagra Brisca –

… che ci ha lasciati ricolmi della sua poesia colta ed elegante nella magia della natura e dei valori umani comuni a quanti si riconoscono nel lavoro e nei sentimenti contro l’iniquità dell’ingiustizia, memori della sua raffinata vicinanza all’arte pittorica.

Vasta è stata la sua produzione poetica e saggistica, ma è stata soprattutto importante per noi la raccolta e la pubblicazione nel 1981 dell’Epistolario dal carcere di Francesco Lo Sardo (1981), il deputato (Naso 1871 – Poggioreale / NA 1931) la cui origine è onorata nel Comune di Naso e a cui Messina ha dedicato una Piazza (detta anche Del popolo) e la sede del sindacato del lavoro CGIL.

Saglimbeni dedicò la cura editoriale anche al deputato messinese Concetto Marchesi nei suoi Discorsi (1988), come a Palmiro Togliatti in Per la Sicilia (1985).  Del 1986 è la sua collaborazione con lo storico Francesco Renda in Un’interpretazione della mafia in cui l’analisi scarta le suggestioni di carattere antropologico o folclorico privilegiando invece la matrice sociale e culturale, il carattere di delinquenza organizzata con tratti caratterizzati.

Si legge in una recente onorificenza dedicata dalla città di Verona, che Sebastiano è stato “Erede della cultura popolare siciliana e del patrimonio intellettuale della Magna Grecia ha saputo reinterpretare i fermenti esistenziali contemporanei, in particolare dei luoghi incontrati e in cui ha scelto di vivere”

Un saluto di speciale riconoscenza gli viene oggi dedicato qui per la sua collaborazione a questo giornale con scritti costanti nell’impegno di evidenziare prospettive concrete, sostanziati nell’ottica del riscatto umano e politico sia per la cultura propriamente letteraria che per la poesia e l’apertura e la riflessione sulle problematiche sociali.

CIAO, indimenticabile Sebastiano

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