Milazzo. Presentazione del libro “Racconti Partigiani”

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Venerdi 9 luglio 2021 alle ore 21,00 presso il giardino municipale di Villa Vaccarino (Via C. colombo – Milazzo), sarà presentato il libro “Racconti Partigiani” 1943-1945 di Luigi Ramello a cura delle figlie Giuseppina e Angela Ramello.

Saranno presenti, in qualità di relatori: in rappresentanza dell’ANPI Provinciale di Messina lo storico prof. Giuseppe Restifo e lo storico Giuseppe Martino; il Vice Presidente ANPI di Milazzo Antonio Nunzio Isgrò, il prof. Filippo Russo; la sig.ra Giuseppina Ramello e Antonio Lombardo, Editore del libro.

IL LIBRO E L’AUTORE

Racconti Partigiani 1943-1945
Autore: Luigi Ramello

Luigi Ramello nato a San Damiano d’Asti nel 1923, dal febbraio del 1944 è partigiano con il nome di battaglia “Vigin”, componente delle formazioni GL del Cuneese, prima nella banda “Italia Libera” di Duccio Galimberti e Dante Livio Bianco, a Paraloup, poi nella IV banda comandata da Nuto Revelli, infine comandante di banda della III divisione GL Langhe di Alberto Bianco.

Con stile asciutto e senza alcun cedimento fazioso, i “Racconti partigiani” proiettano il lettore nella fitta trama di una guerra civile in cui vita e morte si fronteggiano, esile filo pronto a spezzarsi, crogiolo di ansie e speranze, cammino cosparso di ostacoli verso la meta della libertà e della pace. Un racconto senza vanagloria, persino rispettoso dei diritti della persona di quanti stavano o erano sospettati di stare dall’altra parte, come il dottor M., il prigioniero nei cui confronti il giovane custode avvertiva “il dovere di trattarlo con riguardo nei limiti imposti dalle circostanze”… perché “umanamente non era giusto tenerlo in una simile situazione giunta ormai ad un evidente stato di frustrazione”, quasi un modo di riecheggiare Cesare Pavese quando scriveva che “anche vinto il nemico è qualcuno”.

I “Racconti partigiani” sono anzitutto una lezione rivolta ai giovani. Rappresentano un modello di non assuefazione, di non accettazione, di non rassegnazione, una presa di coscienza morale non relegabile in una definita stagione storica. La libertà, infatti, non ha confini. Le parole di Luigi Ramello sono un faro. E anche se dopo l’Italia non è stata quella auspicata, “il giglio di quell’amore” spicca sempre in mezzo al polveroso prato. Spetta ai giovani non farlo appassire.
Tratto dalla prefazione del libro di Filippo Russo.

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