“Bella Ciao” e il retropensiero fascista

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Nota dell’Anpi di Messina sulle dichiarazioni dell’On. Frassinetti in merito a “Bella Ciao” nella scuola di Desio

L’onorevole Paola Frassinetti, vicepresidente della commissione cultura della Camera e responsabile istruzione di Fratelli d’Italia, ha espresso stamane “sdegno e rammarico” perché nella giornata di venerdì, presso la scuola Rodari di Desio, nel corso della visita del sindaco, gli studenti hanno intonato (fra l’altro) “Bella ciao”.

La nota si conclude con l’invito a suonare l’inno Nazionale e a sostituire il canto dei partigiani con la canzone del Piave. La onorevole disconosce evidentemente che il Parlamento repubblicano, in cui svolge il suo incarico, è una conquista della lotta di liberazione contro il fascismo e contro gli invasori nazisti del nostro Paese. La Costituzione, quella che le consente di esprimere opinioni che in questo caso stridono platealmente con i valori e i principi in essa sanciti, non nasce da Vittorio Veneto, ma dalla Resistenza contro le prevaricazioni di un regime responsabile di immani tragedie individuali e collettive, culminanti con i milioni di vittime e gli orrori di una guerra inutile e sciagurata.

“Bella ciao” ne è simbolo e memoria, come l’inno del Piave lo è dei soldati caduti in un conflitto la cui ferocia e le cui stragi nessuna retorica potrà occultare dietro i pur numerosi atti di coraggio ed eroismo dei nostri soldati. La differenza, che l’onorevole a quanto pare ha difficoltà a cogliere, sta nel fatto che il canto dei partigiani ricorda chi lottò per la libertà, la giustizia e il diritto, ed è per questo che è diventato ormai in tutto il mondo l’inno di chi ancora oggi è in prima linea contro ogni forma di autoritarismo, di razzismo, intolleranza, pregiudizio o di grottesche quanto inquietanti nostalgie di un passato che pesa come un macigno nella storia dell’Italia e dell’Europa.

Per questo motivo, proporre l’inno del Piave contro l’esecuzione di “Bella ciao” nelle scuole, è di fatto – al di là dell’incongruenza – l’involontaria testimonianza dell’uso improprio e di parte del proprio ruolo istituzionale, un comportamento che paradossalmente la Frassinetti rimprovera ai docenti e al dirigente della scuola di Desio. Non possiamo che rammaricarci che una donna che ricopre un importante ruolo istituzionale nel Parlamento della Repubblica si presti a interventi di cui è chiaro l’intento propagandistico, ma che si iscrivono in una strategia intesa ad alterare e stravolgere la verità storica e il significato degli eventi che sono alla base della convivenza democratica.

Malauguratamente l’episodio, nelle intenzioni e nel tono, presenta analogie con la vicenda palermitana della professoressa Dell’Aria, e richiama tutti alla vigilanza sull’agibilità democratica delle pubbliche istituzioni a tutti i livelli. Nell’esprimere la nostra preoccupazione per un’ulteriore e importuna incursione di un esponente della destra nelle autonome e legittime scelte dei dirigenti e dei docenti della scuola, auspichiamo pertanto che questo e altri interventi del genere vengano tempestivamente denunciati da chi, nella commissione presieduta dall’on. Frassinetti, ha coscienza dei fondamenti storici e valoriali dell’organo che rappresenta.

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