26 partigiane e una resistente messinesi
di Sostine Cannata
Le brevi ventisei biografie e la biografia più lunga riguardante Giulia Cattaneo di Sedrano, costituiscono un primo passo verso biografie quanto più complete che rendano onore al contributo, anche di sangue, dato dalla donne messinesi alla lotta di Liberazione dal nazi-fascismo.
Queste le messinesi da noi fin qui individuate:
1) Bruno Maria, nata l’1 luglio 1917 a Messina, partigiana combattente. È stata impiegata al comando regionale Veneto dall’1 gennaio ‘44 all’1 gennaio ‘45. Regione Veneto;
2) Anastasi Maria, nome di battaglia “Mery”, nata a Calvaruso, benemerita, ha fatto parte del RGPT “Davito” gruppo “Piero” dall’1 ottobre ‘44 al 7 giugno ‘45;

Giulia Cattaneo di Sedrano – foto tratta da https://www.villagallicideciani.com
3) Cattaneo di Sedrano Giulia, nata a Spadafora in provincia di Messina il 28 febbraio 1913 da Adolfo, friulano, ingegnere, venuto a Messina nella fase di ricostruzione post-terremoto 1908, e da Elena Raetz.
Probabilmente la famiglia prese casa a Spadafora a causa della forte carenza di alloggi determinata dal catastrofico sisma. Giulia rimase e “crebbe circondata dalla bellezza del paesaggio mediterraneo, ma la sua vita cambiò drasticamente con il trasferimento al nord, a Torino e Milano, per frequentare le prestigiose scuole della borghesia dell’epoca. La sua gioventù spensierata, fatta di intense frequentazioni con giovani della buona società locale ed estera, si interruppe bruscamente con la morte del padre, un uomo dalle grandi capacità tecniche ma poco incline agli affari, che lasciò la famiglia in difficoltà economiche, aggravate dalla crisi mondiale” (1).
La morte di Adolfo costrinse la famiglia e quindi Giulia a lasciare le grandi città e a fare ritorno nella provincia friulana, realtà ben diversa da quella di Torino e Milano, conservatrice e bigotta, del tutto inidonea per una ragazza ribelle quale Giulia era.
Così come racconta il figlio Luigi Deciani a vent’anni lasciò l’Italia e si trasferì in Germania, era il 1933. Proprio in quegli anni la Germania mostrava le forti contraddizioni tra vita moderna, ambienti culturali sviluppati e crescita del totalitarismo hitleriano.
Giulia potè osservare da vicino i forti cambiamenti che caratterizzarono la Germania del tempo. Notò anche la differenza nei ruoli che le donne tedesche e quelle italiane ricoprivano.
“Visitò città come Eisenach, Gottinga e Weimar, e ammirò la pittura romantica tedesca, ma al tempo stesso avvertì il peso della propaganda e delle limitazioni imposte dal regime” (2).
Tornata in Italia sposò Lorenzo Granzotto detto Renzo (nato nel 1904) e morto sul fronte greco-albanese l’8 marzo 1941 con il grado di tenente.
“Tenente degli Alpini, Medaglia d’Argento al Valor militare, partecipa alla Marcia su Roma, Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia a soli 32 anni, caduto nel pomeriggio dell’8 marzo 1941 sul fronte greco-albanese, mentre: “alla testa dei suoi valorosi alpini mitragliava, impavido e sprezzante del pericolo, il nemico.” Segretario del direttorio del Fascio di Sacile, podestà di Polcenigo, comandante della locale compagnia del X reggimento Alpini, presidente della sezione dell’Istituto fascista di cultura, fondatore C.A.I. (Club alpino italiano) di Sacile. A lui e al commilitone Antonio Marchi caduti in battaglia è dedicato il bivacco Marchi- Granzotto. Gli è stata dedicata una via a Sacile.” (3)
Disperata per la morte del marito, Giulia si arruolò come crocerossina per la Russia e vi rimase per un intero e rigidissimo inverno, confrontandosi con una realtà al limite della sopportazione. Rientrò in Italia nella primavera del 1943 e operò come infermiera negli ospedali militari di Udine e Sacile (4).
“Ma il suo impegno non si fermò alla cura dei feriti: Giulia divenne attiva nella resistenza, collaborando con comandanti di diverse formazioni politiche e fornendo assistenza ai partigiani nascosti nelle montagne da cui ricevette in seguito diversi riconoscimenti. La sua casa divenne punto di riferimento per i combattenti della libertà, fornendo cure e rifugio ai perseguitati. Questa attività provocò delle drammatiche conseguenze, come le esecuzioni di alcuni collaboratori, tra cui il suo superiore e la sua carcerazione nelle prigioni di Udine.” (5)
Fu partigiana combattente nella 2^ Divisione “Osoppo Friuli”, 10^ Brigata dall’1 maggio 1944 all’8 maggio 1945. (6)
Finita la guerra si arruolò nella Red Cross Usa dove conobbe il Conte Deciano Deciani e se ne innamorò. L’uomo era già sposato e insieme, anche per tirarsi fuori dalle critiche sulla loro relazione e sulla nascita di due bambine, decisero di emigrare in Sud Africa, dove condussero un’azienda agricola.
Tornati in Italia nacque un terzo bambino, Luigi. Il conte Deciani, molto più anziano di Giulia, presto morì e Giulia si ritrovò a dover affrontare una nuova vedovanza, intraprendendo stavolta l’attività di florovivaista.
Giulia morirà in un incidente stradale in Slovenia.
Note:
(1) Luigi Deciani https://www.villagallicideciani.com/wp-content/uploads/2025/08/GCdS_articolo-Panarie-definitivo.pdf
(2) Ibidem
(4) Luigi Deciani https://www.villagallicideciani.com/wp-content/uploads/2025/08/GCdS_articolo-Panarie-definitivo.pdf
(5) Ibidem
(6) https://partigianiditalia.cultura.gov.it/persona/?id=5bf7e30039112f272457fc45

Maria Ciofalo
4) Ciofalo Maria, nata a Santo Stefano Camastra il 6 marzo del 1913, partigiana combattente, paracadutista. Operante nella Special Force, dal 16 giugno ‘44 al 30 aprile ‘45, con missione. Triveneto;
5) De Salvo Lidia, nata a Messina il 25 gennaio 1921, operante nella formazione Aloia con il grado di gregario e la di qualifica di partigiano combattente. Lazio;
6) Del Vecchio Carmela, nata a Messina il 31 marzo 1916, ha operato nella brigata Giustizia e Liberta Sap, zona operativa VI, dall’1 ottobre 1944. Patriota. Liguria;
7) Ferra Maria, nata il 23 ottobre 1903 a Messina. Formazione di appartenenza PCI, grado gregario, partigiana combattente dall’ 8 settembre ‘43 al 4 giugno ‘44. Lazio;
8) Giunta Giuseppina, nata il 25 gennaio 1922 a Messina, nome di battaglia “Renza”, formazione “Mingo” – Comando Divisione, dal’1 settembre ‘44 al 30 aprile ‘45. Partigiana combattente, ferita il 19 febbraio del 45. Liguria;
9) Le Causi Rosina, nata 1 novembre 1925 a Scaletta Zanclea, nome di battaglia “Armida”, 104^ brigata Garibaldi, dal 10 aprile ‘45 al 7 giugno ‘45. Benemerita;
10) Macrì Carmela, nata a Messina il 2 gennaio 1925, ha fatto parte della formazione O.M.P.S.I. Partigiana combattente. Lazio;
11) Mignecco Luciana, nata il 7 agosto 1923 a Messina, formazione Garibaldi – Foligno, dal 18 febbraio ‘44 al 30 giugno ‘44. Partigiana combattente. Umbria;
12) Mosca Rosalba, nata a Messina il 18 aprile ‘29. Formazione 3^ brigata SAP “Giulia”, dall’1 febbraio ‘45 al 7 giugno ‘45. Benemerita. Piemonte;
13) Nesci Maria, nata a Messina il 4 aprile 22, nome di battaglia “Nemesi”. Formazione: Brigata GI, dal 18 marzo del ‘44 al 10 settembre del ‘44; 16^ Divisione “Garibaldi”, Brigata “Carlino”, dal 10 settembre del ‘44 all’8 giugno del ‘45. Benemerita. Piemonte;

14) Reale Annamaria, nata a Capo d’Orlando il 7 novembre 1922, formazione “Nettunense”. Gregario. Partigiana combattente. Lazio;
15) Russotti Carmela, nata a Taormina il 4 luglio 1902. Commissione regionale Triveneta;

Pietra d’inciampo dedicata a Egle Segrè
16) Segré Egle, nata il 10 gennaio del 1899. Caduto. Deceduta in seguito alla deportazione il 31 agosto del ‘44. Piemonte;
17) Sidotti Italia, nata a Lipari il 20 febbraio 1916, Brigata Garibaldi Gramsci, 1^ Divisione Liguria Monte Picchiara, Zona operativa IV. Partigiana combattente dal 1 gennaio 1945 al 30 aprile 1945;

Maria Antonietta Muscarà
18) Muscarà Maria Antonietta, nata a Mili San Pietro, Messina il 23 gennaio 1895, morta il 18 agosto 1972. 35^ brigata “Bruno Rizzieri”, Partigiana. Benemerita. Nel marzo del ‘43 fu arrestata per offese al re e al duce e rinchiusa nel carcere di Alì a Messina, trasferitasi a Ferrara, dopo l’armistizio entrò in clandestinità partecipando alla lotta di liberazione. In attività dal settembre ‘43 nel ferrarese. Emilia Romagna;
19) Melandri Letteria, civile, fucilata il 14 agosto del ‘43 a S. Alessio Siculo (Messina) dalle truppe tedesche in ritirata;

Maria Gurrieri
20) Gurrieri Maria, staffetta, partigiana combattente (nome di battaglia Lucia) Gambara (Brescia 7 febbraio 1922 – Messina 22 ottobre 2004);

21) Jülg von Wachenhusen Valeria, nata in Svizzera. Negli anni ‘30, in pieno regime fascista aderì insieme al marito Carlo Jülg al Partito Comunista e iniziarono l’attività di propaganda clandestina. Partecipando alla lotta partigiana in Italia, insieme raggiunsero Messina dopo la fine della guerra, continuando a svolgervi attività politica insieme al marito per molti anni;

Eliana Giorli
22) Giorli Eliana, senese di Poggibonsi e staffetta partigiana durante la resistenza. La Giorli nel dopoguerra fu responsabile dei Pionieri. Il PCI la inviò a Milazzo per le elezioni amministrative del 1952 e oltre all’intensa attività politica la donna conobbe l’amore di La Rosa sposandosi due anni dopo. Insieme al marito guidò le lotte per la rivendicazione dei diritti dei contadini, braccianti, operai della metallurgia e delle gelsominaie di Milazzo;
23) D’Antoni Maria, nata a Messina il 7 dicembre 1925, IV Divisione Garibaldi “Apuana” dal 20 dicembre 1944 al 25 aprile 1945. Patriota. Emila Romagna;
24) Fioroni-Santoro Enza, nata a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) il 4 dicembre 1914. Banda Conca di Sulmona dal 8 settembre 1943 al 10 giugno 1944, rimasta invalida durante il servizio sui monti abruzzesi nel dicembre del 1944;
25) Scaffidi Argentina, nata a Piraino (ME) il 4 dicembre 1910. Attività partigiana. Lazio;
26) Natoli Miriam, nata a Patti l’11 marzo 1911, F.M.C.R. Aeronautica. Gregaria, Patriota, Attività partigiana. Lazio;
27) Paratore Enza, nata a Tripi (Me). O.M.D.C. Patriota, Attività partigiana. Lazio