
da “Prima Loro” di Raniero La Valle
Il ravvedimento di Trump per porre fine alla guerra con l’Iran denuncia la sconfitta degli Stati Uniti che, avendo già perso l’Impero, non sanno come uscirne. Purtroppo l’idiota della Casa Bianca, che insulta i governi e istituzionalizza il pugilato e la lotta nel giardino di casa, nuovo emblema della presidenza federale, rischia di fare a pezzi l’America e di attizzare finalmente quella terza guerra mondiale di cui tutti parlano, a cominciare dagli scienziati atomici, e che sarebbe l’ultima.
La vittoria di Hormuz e dei religiosi iraniani (detti anche spregiativamente ayatollah), è in realtà la sconfitta di Israele, non solo del suo governo sionista, ma dello Stato che Netanyahu ha voluto fondare, dedicandogli la sua carriera politica e la sua vita, sulla soppressione dei palestinesi e sulla “maledizione” realizzata su tutti i suoi nemici. È una sconfitta gravissima dovuta non solo alla personale crudeltà del Primo e degli Altri ministri del governo di Gerusalemme, ma al radicale rovesciamento dell’ebraismo, come religione dell’uomo “fatto poco meno di un dio” (Salmo 8, 6) e di un Dio rivelatosi come il Dio unico della misericordia e del perdono (Deut. 6, 4; Salmo, 86, 5). Le conseguenze sono purtroppo non solo un reale pericolo per la sopravvivenza stessa dello Stato di Israele a causa del modo, alieno dalla ragione, in cui se ne è voluta concepire la difesa, ma anche possono investire la meravigliosa religione che ha trasmesso al mondo il dono del monoteismo.
Nella Manica la Marina britannica interviene nella guerra di Putin, l’ultima guerra ad avere un logico scopo, mentre Zelensky preferisce far radere al suolo l’Ucraina.
In Italia la novità inaspettata, mentre non si parlava altro che di campo largo e di fratelli coltelli, è quella di Vannacci, niente in comune con i generali. Essa mette fine alla sterile discussione sul fascismo della Meloni. Quello della Presidente del consiglio è un fascismo debole, in realtà è un prefascismo o antefascismo, perché riprende in toto la vecchia cultura che lo precedeva, dalla Nazione all’idea sui Negri, intesi come razza contaminante della nostra identità, con il passaggio, dovuto ai tempi, dalla colonizzazione alla “remigrazione”. Invece Vannacci è un’altra cosa, ed è chiaro che il problema non è con chi si alleerà e di chi è la quinta colonna. La Feccia non c’entra niente con le elezioni. La scelta del nome dell’autocertificazione è chiara: F come feccia, F come fascismo. Vannacci non è un fascismo aggiornato, un neofascismo come Almirante, Alemanno o il Movimento Sociale, è il fascismo vero, allo stato puro. A parte i manganelli infatti, gli ingredienti, quelli dell’autobiografia della Nazione, ci sono tutti. Il problema ora è di non farsi prendere di sorpresa, come quelli del 1922, e la questione è in che misura, non rilevabile ai sondaggi, la società italiana si è immunizzata dall’ideologia del Codice Rocco, del Sabato fascista, della Decima MAS e dei profitti di regime, in che misura quella cultura sia stata veramente superata e dismessa dalla società italiana, e non solo da quella di obbedienza borghese, trattandosi di una ideologia interclassista.
Per non farci prendere di sorpresa occorre andare ai veri rimedi, che non sono né i tecnici né le terze posizioni. Occorre urgentemente dar vita a una Televisione democratica, a nuovi giornali democratici, a una scuola democratica (la “scuola della Repubblica” e non del ministero della Guerra e del merito), a una controrivoluzione nei social, e infine a partiti che non dovranno dirsi tanto “democratici”, dato il discredito e l’inverosimiglianza del nome sul piano mondiale, ma piuttosto “amici” per esprimere una radicale alternativa alla politica di oggi: che vuol dire farsi amici i nemici, amico lo Stato, amiche le già “Banche armate”, e amici quelli dell’opposizione e dell’alternativa, proprio quelli di cui si vuol sapere la sera stessa se ci governeranno o no.
Nel sito raccomandiamo l’articolo sulla fine dell’Impero americano, l’informazione sulla perversione dell’Europa che vuole mandare nei centri di detenzione anche i bambini, e uno sguardo sul futuro della Costituzione e la sfida dell’Intelligenza Artificiale.