
La notizia è clamorosa, anche se è rimasta sommersa dal baccano della campagna elettorale: il 15 maggio i lavoratori dei Cantieri navali di Caronte&Tourist hanno scioperato compatti contro il licenziamento di tredici di loro; a stretto giro di posta una notifica è stata consegnata al rappresentante sindacale della Fiom-Cgil, organizzazione promotrice dello sciopero. Si tratta di un verbale di contestazione per aver indetto lo sciopero senza preavviso. La sanzione pecuniaria prevista per tale infrazione va da 1.000 a 12.000 euro.
Il diritto di sciopero dei lavoratori è un diritto costituzionale, anche a Messina.
Colpisce la solerzia con la quale, nel giro di poche ore, è stato annunciato il provvedimento, in applicazione per la prima volta del nuovo Decreto Sicurezza. Questo prevede un inasprimento delle multe, come vera e propria ipoteca nei confronti dei conflitti e delle lotte sociali. La scure dell’atto repressivo arriva rapidamente.
Naturalmente, questo non vuol dire che le lotte sindacali e sociali si fermeranno, anche di fronte all’attacco al diritto di sciopero.
I lavoratori non possano incontrarsi liberamente davanti alla fabbrica o al cantiere durante uno sciopero? Si tratta di un atto normale in tutta la storia del movimento sindacale, che non può essere visto come un reato, per quanto sanzionato amministrativamente.
Da decenni l’Anpi si batte per la difesa della Costituzione e dei diritti degli Italiani. Fra questi rientrano sicuramente i tredici lavoratori per i quali è stato annunciato il licenziamento; della stessa comunità fa sicuramente parte anche il rappresentante della Fiom-Cgil Daniele David, colpito dalla sanzione di dodicimila euro (il massimo della “pena”) e a cui l’Anpi esprime la propria solidarietà.
Tutta la città deve alzare la testa e difendere operai e sindacalisti. I diritti dei cittadini e dei lavoratori sono diritti costituzionali.