
di Sostine Cannata
Nata a Spadafora in provincia di Messina il 28 febbraio 1913 da Adolfo, friulano, ingegnere, venuto a Messina nella fase di ricostruzione post-terremoto 1908, e da Elena Raetz.
Probabilmente la famiglia prese casa a Spadafora a causa della forte carenza di alloggi determinata dal catastrofico sisma. Giulia rimase e “crebbe circondata dalla bellezza del paesaggio mediterraneo, ma la sua vita cambiò drasticamente con il trasferimento al nord, a Torino e Milano, per frequentare le prestigiose scuole della borghesia dell’epoca. La sua gioventù spensierata, fatta di intense frequentazioni con giovani della buona società locale ed estera, si interruppe bruscamente con la morte del padre, un uomo dalle grandi capacità tecniche ma poco incline agli affari, che lasciò la famiglia in difficoltà economiche, aggravate dalla crisi mondiale” (1).
La morte di Adolfo costrinse la famiglia e quindi Giulia a lasciare le grandi città e a fare ritorno nella provincia friulana, realtà ben diversa da quella di Torino e Milano, conservatrice e bigotta, del tutto inidonea per una ragazza ribelle quale Giulia era.
Così come racconta il figlio Luigi Deciani a vent’anni lasciò l’Italia e si trasferì in Germania, era il 1933. Proprio in quegli anni la Germania mostrava le forti contraddizioni tra vita moderna, ambienti culturali sviluppati e crescita del totalitarismo hitleriano.
Giulia potè osservare da vicino i forti cambiamenti che caratterizzarono la Germania del tempo. Notò anche la differenza nei ruoli che le donne tedesche e quelle italiane ricoprivano.
“Visitò città come Eisenach, Gottinga e Weimar, e ammirò la pittura romantica tedesca, ma al tempo stesso avvertì il peso della propaganda e delle limitazioni imposte dal regime” (2).
Tornata in Italia sposò Lorenzo Granzotto detto Renzo (nato nel 1904) e morto sul fronte greco-albanese l’8 marzo 1941 con il grado di tenente.
“Tenente degli Alpini, Medaglia d’Argento al Valor militare, partecipa alla Marcia su Roma, Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia a soli 32 anni, caduto nel pomeriggio dell’8 marzo 1941 sul fronte greco-albanese, mentre: “alla testa dei suoi valorosi alpini mitragliava, impavido e sprezzante del pericolo, il nemico.” Segretario del direttorio del Fascio di Sacile, podestà di Polcenigo, comandante della locale compagnia del X reggimento Alpini, presidente della sezione dell’Istituto fascista di cultura, fondatore C.A.I. (Club alpino italiano) di Sacile. A lui e al commilitone Antonio Marchi caduti in battaglia è dedicato il bivacco Marchi- Granzotto. Gli è stata dedicata una via a Sacile.” (3)
Disperata per la morte del marito, Giulia si arruolò come crocerossina per la Russia e vi rimase per un intero e rigidissimo inverno, confrontandosi con una realtà al limite della sopportazione. Rientrò in Italia nella primavera del 1943 e operò come infermiera negli ospedali militari di Udine e Sacile (4).
“Ma il suo impegno non si fermò alla cura dei feriti: Giulia divenne attiva nella resistenza, collaborando con comandanti di diverse formazioni politiche e fornendo assistenza ai partigiani nascosti nelle montagne da cui ricevette in seguito diversi riconoscimenti. La sua casa divenne punto di riferimento per i combattenti della libertà, fornendo cure e rifugio ai perseguitati. Questa attività provocò delle drammatiche conseguenze, come le esecuzioni di alcuni collaboratori, tra cui il suo superiore e la sua carcerazione nelle prigioni di Udine.” (5)
Fu partigiana combattente nella 2^ Divisione “Osoppo Friuli”, 10^ Brigata dall’1 maggio 1944 all’8 maggio 1945. (6)

Finita la guerra si arruolò nella Red Cross Usa dove conobbe il Conte Deciano Deciani e se ne innamorò. L’uomo era già sposato e insieme, anche per tirarsi fuori dalle critiche sulla loro relazione e sulla nascita di due bambine, decisero di emigrare in Sud Africa, dove condussero un’azienda agricola.

Tornati in Italia nacque un terzo bambino, Luigi. Il conte Deciani, molto più anziano di Giulia, presto morì e Giulia si ritrovò a dover affrontare una nuova vedovanza, intraprendendo stavolta l’attività di florovivaista.
Giulia morirà in un incidente stradale in Slovenia.
Note:
1) Luigi Deciani https://www.villagallicideciani.com/wp-content/uploads/2025/08/GCdS_articolo-Panarie-definitivo.pdf
2) Ibidem
4) Luigi Deciani https://www.villagallicideciani.com/wp-content/uploads/2025/08/GCdS_articolo-Panarie-definitivo.pdf
5) Ibidem
6) https://partigianiditalia.cultura.gov.it/persona/?id=5bf7e30039112f272457fc45
Giulia Cattaneo di Sedrano, partigiana, messinese per casoGrazie molte. Bella ricerca. Franca sinagra Brisca
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